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Pier Luca Pierini R.
ANTICA CARTOMANZIA
delle
STREGHE TOSCANE
Un antico e originale mazzo di carte divinatorie
appartenuto a una autentica strega vissuta
nella Toscana del XIX secolo
Un antico e originale mazzo di carte divinatorie appartenuto a una autentica strega vissuta
nella Toscana del XIX secolo. La particolarità che lo caratterizza è il significato divinatorio
attribuito ad ogni carta secondo l’interpretazione della stessa strega-cartomante. Una nota
distintiva che rende queste magiche carte non solo un documento e una testimonianza di
indubbio interesse, ma anche e soprattutto un prezioso e utile strumento divinatorio,
genuino quanto autorevole nel proprio genere, salvato dalla distruzione e dall’oblio del
tempo.
Questo affascinante mazzo di carte proviene direttamente dal corredo personale originale
di una cartomante di nome Erminia nata e vissuta nell’entroterra fiorentino a cavallo tra la
fine del XIX e gli inizi del XX secolo. Nello stesso periodo dunque in cui il noto studioso
di origine americana Charles G.Leland svolgeva le sue interessanti e preziose ricerche
relative alla sopravvivenza di culti e credenze magiche di impronta etrusco-romana
perpetuatisi ininterrottamente per secoli, più o meno segretamente, nelle occulte terre della
Toscana-Romagna, l’ultima regione arresasi, non certo pacificamente, allo sradicamento
dell’antica religione pagana e all’imposizione forzata del nuovo credo cristiano. Dal frutto
delle sue lunghe indagini, profonde, minuziose, talvolta estenuanti per le comprensibili
difficoltà incontrate nei contatti con personaggi spesso reticenti che ancora conservavano il
ricordo di queste antiche pratiche, e nella raccolta del relativo materiale, videro la luce
opere di fondamentale importanza storica ed esoterica, tra le quali ricordiamo Etruscan
Roman Remains (tradotto in italiano e relizzato in due volumi con il titolo Il Tesoro delle
Streghe) e Aradia, o il Vangelo delle Streghe (tutti pubblicati dalle Edizioni Il Gatto Nero -
Centro Editoriale Rebis).
Non sappiamo se la nostra Erminia facesse parte, come la più celebre “collega” Maddalena
(una delle confidenti del Leland), di quel singolare e riservatissimo sodalizio che vedeva
ancora riuniti sul finire dell’Ottocento gli ultimi adepti di una fede lontana, ormai
dimenticata dai più. Sappiamo però che nelle campagne in cui viveva era considerata una
strega buona, che oltre a fare le carte operava guarigioni tramite il dono della segnatura,
derivatole di diritto dalla nascita in quanto settimina (settima figlia), o ricorrendo alla
conoscenza di erbe e altri rimedi medicinali naturali. Parlava inoltre con gli spiriti (non in
senso spiritico ma sciamanico), ed era esperta in pratiche magiche per levare il malocchio
e incantesimi per ogni necessità, comprendenti invocazioni bizzarre nelle quali i nomi di
santi cristiani si uniscono, in singolare sincretismo, a quelli di divinità pagane di antica
memoria, alcune delle quali significativamente molto simili alle stesse formule e scongiuri
recuperati dal Leland. Dunque una strega autentica, erede isolata forse di una tradizione il
cui patrimonio di valori, miti e divinità ancora oggi continua ad essere oggetto di studio, di
analisi e di vivace interesse - e non solo culturale o folklorico - da parte di molti
appassionati e ricercatori.
Le carte che riproponiamo costituiscono sostanzialmente una delle tante varianti delle
cosiddette Carte Toscane da quaranta, comunemente adoperate per i tanti tipi di gioco
ancora in uso, ma la particolarità che le contraddistingue è il significato divinatorio
apposto ad ognuna di esse, secondo l’interpretazione della stessa Erminia. Una nota
distintiva che rende queste magiche carte, che per un’intera vita hanno visto materializzarsi
tra le mani della strega tante gioie, dolori, speranze e interrogativi quotidiani di
innumerevoli persone, non solo un documento e una testimonianza di indubbio interesse,
ma anche e soprattutto un prezioso e utile “strumento” divinatorio, genuino quanto
autorevole nel proprio genere, salvato alla distruzione e all’oblio del tempo.
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